Sampdoria, lettera aperta a Iachini degli Ultras Tito

Questo il testo della lettera che gli Ultras Tito Cucchiaroni hanno scritto al neo tecnico blucerchiato Beppe Iachini. Testo integrale come riportato sul sito ufficiale del gruppo blucerchiato.

“Benvenuto mister Iachini, siamo gli Ultras Tito Cucchiaroni, il giorno della partita ci troverà in Gradinata Sud, al piano superiore. Benvenuto e complimenti per il coraggio, perché ce ne vuole davvero un bel po’ per accettare la panchina della nostra amata Sampdoria, visto che gli ultimi tre che ci si sono seduti hanno fatto una bruttissima figura e sono stati esonerati. Siamo i primi a volere che Lei non sia il quarto della serie, vorrebbe dire che il suo obiettivo, che è anche il nostro, è stato raggiunto.
…e pensare che un tempo non troppo lontano per venire qui da noi facevano la fila…
Ora non più, perché l’anno scorso dirigenza e squadra, quasi come se fossero di comune accordo, ci hanno portato in serie B, proprio dove ci prende lei ora. La stessa dirigenza e la (quasi) stessa squadra, hanno iniziato la stagione come avevano finito quella passata. Ad oggi gli stessi protagonisti della passata stagione, che ci fanno languire nelle paludi della classifica, passano tanto, troppo tempo a rilasciare interviste, sperando di convincerci che tutto va bene. Manca la figura che faccia da collante tra le parti visto che il vice-presidente vicario, probabilmente a causa degli impegni, fatica oltremodo a fare come sperava. Per non parlare della millantata “rivoluzione” o “piazza pulita” che dir si voglia, di cui tanto si è parlato. Mister Iachini noi non siamo dei tecnici, siamo tifosi. Ciò che vogliamo è una squadra fatta di gente seria, uomini che siano realmente in grado di riportare in alto i nostri colori. Chi non rientra in questa semplice descrizione venga messo da parte, per il bene comune di tutti: l’Unione Calcio Sampdoria.
Poi ci siamo noi tifosi. Siamo una razza strana noi sampdoriani. Magari le hanno raccontato che siamo una tifoseria calda ma corretta, che non mette pressioni. E magari avevano anche ragione. In più aggiungiamoci che dopo la drammatica annata 2010/2011 abbiamo pensato bene di abbonarci in oltre 17000 e fare sempre più di tremila paganti in casa. Se ci facessero andare in trasferta, sa quanti saremmo? Tanti. Abbiamo un nostro modo di amare la Sampdoria, durante la partita cantiamo e sventoliamo i bandieroni per 90 minuti, e se qualcosa non ci va bene, non ci torna, nei confronti di squadra, mister o società, cerchiamo normalmente di lavare i panni sporchi in casa prima di dare in pasto al pubblico i nostri malumori. Questo nostro modo, l’unico che conosciamo, talvolta è stato scambiato per accondiscendenza.
Oggi più che mai vorremmo dire che, no, non è accondiscendenza, è semplicemente amore incondizionato anche in momenti in cui, come oggi, siamo esasperati. Ci teniamo stretto questo nostro modo unico di sostenere la squadra, che mai abbandoneremo e di cui ci sentiamo orgogliosi, ma non ne possiamo più di sentirci presi per i fondelli.
Da chi tiene e muove i fili del nostro destino non accettiamo più promesse. Ora vogliamo i fatti, vogliamo che siano essi a parlare, punto e basta. Ci scusi se il nostro benvenuto è un po’ brusco, ma in questo momento ci affidiamo alla sua voglia di successo e al suo carattere, che possa fare in modo di riuscire dove tutti i suoi predecessori hanno fallito.
Buona fortuna a lei e a noi stessi. Noi vogliamo andare in A

In fede,
Ultras Tito Cucchiaroni”.

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