Sampdoria, Koman: talento precoce pronto a esplodere definitivamente

Vladimir Koman

 

Il nome di Vladimir Koman è noto al pubblico italiano già da qualche anno, eppure di lui ancora non si è visto il suo vero valore. Talento purissimo, può giocare sia sulla trequarti, sia sull’out sinistro, ruoli che finora ha ricoperto in carriera. Nato nel 1989 in un paese dell‘Ucraina, al confine con l‘Ungheria, paese in cui è andato a vivere fin da piccolo, Koman è un prodotto del settore giovanile dell‘Haladas, squadra ungherese con cui esordisce nella seconda divisione nazionale a soli 15 anni. Qua viene notato dalla dirigenza doriana che lo porta in Italia giovanissimo e lo aggrega inizialmente alla formazione Primavera. L’esordio in Serie A avviene all’età di 18 anni in un match contro il Torino nell’aprile 2007, quando serve anche un assist decisivo a Bonazzoli. In panchina c’era Novellino. Saranno 4 le apparizioni totali al termine di quella stagione. Intanto ha già acquisito una discreta vetrine internazionale con l‘Under 17 magiara. L’anno dopo in campionato non colleziona nessuna presenza, in Coppa Uefa ne fa due contro i bulgari del Cherno More Varna e al termine di quella stagione disputa da capitano l’Europeo Under 19, disputato in Repubblica Ceca, con l’Ungheria che si arrenderà solo in semifinale proprio all’Italia. Viene anche nominato una delle 10 stelle del torneo. Il club ligure decide di mandarlo in prestito per testarlo al meglio e lo spedisce ad Avellino in Serie B. In maglia verde disputa una buona stagione, collezionando 28 presenze, di cui 25 da titolare e 4 reti facendosi notare nella mediocrità di una squadra che cambia guida tecnica più volte e retrocedendo al termine dell’anno.

Altro anno e altro prestito per Koman. Il 2009/2010 diventa un annata importantissima per il ragazzo. In estate esordisce con l‘Under 21 magiara collezionando 5 presenze 2 reti in totale (di cui una all’Italia, che incrocierà più volte), partecipa al campionato Mondiale Under 20 in Egitto fermandosi in semifinale con l’Italia (toh, chi si rivede) e piazzandosi terzo e disputa 16 presenze con 2 reti in Serie A con la maglia del Bari.

Lo scorso anno torna in maglia doriana e arricchisce il suo curriculum con 26 presenze in campionato, 6 in Europa League e l’esordio con la Nazionale maggiore in un amichevole con la Germania. Sfortunatamente la sua squadra retrocede in Serie B al termine di quell’anno.

Quando si pensa che possa divenire un titolare fisso con la squadra dell’attuale allenatore Arzori, Koman fa fatica a trovare spazio e finora sono solo 3 le presenze in campionato e una in Coppa Italia. Delusioni mitigate dalle continue chiamate con la Nazionale A dell’Ungheria. Finora sono 17 le presenze e 5 le reti, di cui una proprio ieri sera in un match contro il Lichtenstein.

Insomma il valore di Koman è indiscutibile, l’esperienza che può vantare a livello di nazionali giovanili e non, è di tutto rispetto. Ha bisogno di trovare fiducia incondizionata perchè siamo di fronte ad un prospetto di giocatore potenzialmente fortissimo. Vediamo come proseguirà la sua stagione, ma non facciamo fatica a credere che a gennaio si scatenerà un asta su di lui, se non dovesse trovare il campo con continuità alla Sampdoria.

di Marco Orrù

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