Gubbio, ESCLUSIVO/ Gigi Simoni: “Emozionato più alla fine della partita che all’inizio. Devo decidere se continuare ad allenare il Gubbio”

Gigi Simoni - ai tempi dell'Inter

Gigi Simoni ha ottenuto un’importante vittoria ieri in Gubbio-Torino, la partita che ha sancito il ritorno su una panchina per lui dopo sei anni. Ora c’è grande curiosità intorno alla possibilità che il tecnico possa guidare gli umbri fino a fine stagione.

E’ intervenuto in ESCLUSIVA per SerieBnews.com lo stesso Simoni, che ha commentato la partita e il suo futuro da allenatore.

Mister, quali sono state le sue emozioni tornato su una panchina?
“Emozioni non direi, le chiamerei sensazioni e pensieri. Ho avuto delle preoccupazioni dopo sei anni. Certo poi quando prepari una partita dopo sei anni ti tornano alla mente molti momenti e situazioni passate. Sono nel calcio, non l’ho lasciato quindi non ho avuto emozioni particolari. Le più grandi le ho avute alla fine, dopo la vittoria. E’ stato come ai vecchi tempi ed è stato bello vincere contro una squadra forte come il Torino”.

Come ha trovato i suoi ragazzi?
“Mi ha meravigliato la loro determinazione, che finora non era stata mai così grande. Li ho trovati bene dal punto di vista atletico, ma quello non può essere merito mio che li ho allenati per tre giorni. Vuol dire che chi mi ha preceduto (Pecchia ndr) ha svoltto un buon lavoro. Hanno dato l’anima contro una squadra più forte, soffrendo e facendola soffrire. Sono felice della loro prestazione”.

Sandreani è stato determinante al centro del campo…
“Non mi piace fare nomi, perchè tutti sono stati determinanti. Mi è piaciuta la difesa che doveva fronteggiare i fortissimi attaccanti del Torino. Mi è piaciuta la nuova posizione di Boisfer, una situazione azzeccata. Mi è piaciuto il sistema di gioco. E mi sono piaciuti i tre là davanti che hanno aiutato molto la squadra (Mario Rui, Ciofani e Bazzoffia ndr)”.

La domanda sorge spontanea, Mister continuerà lei a guidare il Gubbio?
“A dire il vero non lo so ancora. Devo parlare con il Presidente e valutare alcune cose. Avevamo scelto diversi allenatori, ma poi con alcuni rifiuti siamo arrivati a questa situazione alla vigilia della partita. Ora devo fare delle considerazioni”.

La voglia però c’è di tornare in panchina?
“Non posso dire che manca, ma devo valutare. Ho 72 anni e un conto è allenare una squadra per una partita, durante una settimana. Un conto invece è farlo per 30 gare, tutti i giorni. Vedremo”.

Matteo Fantozzi

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